A Palazzo Banca d’Alba, la mostra Com’era Com’è per raccontare l’evoluzione della società, dei linguaggi e dei costumi attraverso il confronto tra passato e presente.
Il progetto culturale promosso da Fondazione Banca d’Alba per celebrare i 130 anni dalla nascita (1895-2025) intende raccontare l’evoluzione della società, dei linguaggi e dei costumi attraverso il confronto tra passato e presente. La domanda che lo fonda è semplice e attuale: com’eravamo e come siamo diventati? Un percorso che mette in relazione il 1895 e l’oggi applicando il parallelo a diversi ambiti: arte e design, musica e cinema, medicina, sport, moda, storia e società, con l’obiettivo di offrire strumenti di lettura del presente e stimoli per immaginare il futuro.
Com’era com’è, a cura dell’architetto Danilo Manassero, è un percorso tematico che ha coinvolto diversi specialisti dei vari settori:
– Musica: Associazione Alec e Piero Negri Scaglione, giornalista e critico musicale;
– Cinema: i critici cinematografici Paolo Mereghetti e Roberto Manassero;
– Arte: Paolo Repetto, critico e storico dell’arte, ed Emanuela Genesio, storica dell’arte e docente IED;
– Design: Luigi Ferrando, architetto e docente IED, e Axel Iberti, Direttore operativo del gruppo Italian Radical Design;
– Moda: Valentina Moretto e Miroglio Fashion;
– Medicina: Paola Cassoni, Direttrice Scuola di Medicina Università di Torino, ed Elisa Edi Anna Nadia Lioce, Medico Chirurgo, Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa;
– Sport: Beppe Conti, giornalista sportivo e scrittore;
– Società: Bruno Gambarotta, scrittore e giornalista.
Ogni sezione presenta un oggetto o un concetto del 1895 affiancato al suo corrispettivo contemporaneo. Entrambi sono corredati da un testo critico e una didascalia esplicativa dell’oggetto. L’allestimento è pensato “esperienza immersiva e multimediale, con materiali visivi, contenuti digitali e suggestioni narrative“, spiega l’architetto Manassero.
Vuoi sapere di più sull’opera d’arte contemporanea scelta da Emanuela Genesio? Clicca sul pulsante a lato per l’articolo su Le voci di dentro di Iginio De Luca.



