Tre talk a cura di Emanuela Genesio per raccontare alcuni degli elementi estetico-culturali che il Novecento ha traghettato fino ai giorni nostri. Insieme a Luigi Ferrando e Danilo Manassero, entrambi architetti sui generis, Emanuela e i suoi ospiti suggeriscono come il contemporaneo sia per definizione uno spazio-tempo solo sporadicamente illuminabile, una luce “perennemente in viaggio verso di noi”. Sposando le tesi di Giorgio Agamben, secondo cui il presente è un “riverbero anacronistico” di un futuro già passato, arte e architettura, design e artigianato, musica e cinema diventeranno strumento poetico per leggere il presente e la sua “fuggevolezza”.


Danilo Manassero
L’interdisciplinarità
Sono innumerevoli i momenti in cui arte e architettura, musica e performance teatro e cinema si fondono nel Novecento, dando vita a una grammatica comune che integra più vocabolari. Per comprendere questa spinta all’interdisciplinarità ben viva nel contemporaneo, Danilo Manassero racconta esempi che hanno come fulcro il tratto essenziale del minimalismo. Come se il Less is more potesse funzionare da file rouge per dar un senso al lessico del contemporaneo.
Emanuela Genesio
Arte moderna e contemporanea: che fare?
Osservare un’opera d’arte oggi può non esser cosa semplice (ma quando lo è stato?).
Attraverso una lista essenziale, Emanuela Genesio mostra come alcuni dei cambiamenti del Novecento siano tuttora determinanti per trovare senso nella produzione artistica attuale. Dal ruolo del corpo come strumento che innesca relazione, alla presenza di elementi vegetali e animali nelle opere, fino alla produzione di eventi sociali in favore dell’ecologia: l’arte contemporanea parla dell’oggi come un affresco del Beato Angelico ieri?
Luigi Ferrando
Arcaico o attuale? L’artigianato nel contemporaneo
L’artigianato contemporaneo è strumento di resistenza e identità. Custode della memoria ma anche cultura in movimento, progresso e innovazione. La sua forma così lontana dagli schemi produttivi dell’industria è antidoto al consumo inconsapevole, motore della sostenibilità ambientale e sociale. Luigi Ferrando mostra come possa essere importante tornare a insegnare lentezza, bellezza e semplicità, valori di cui la società ha grande necessità.


